L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato segnato, ancora una volta, dal trionfo travolgente della zumbadisciplina di recente scoperta ma di rapido successo.

La zumba nasce quasi per caso, quando verso la metà degli anni ’90 il trainer colombiano Beto Perez si accorge di non avere con sé la musica per svolgere la lezione di aerobica. Fortunatamente ha però a disposizione alcune basi di salsa e merengue che gli consentono di rimediare.

L’idea di farne uso durante la lezione è talmente strepitosa da favorire la nascita di una nuova disciplina, autonoma sia rispetto al fitness sia rispetto al ballo.

Nonostante alcuni abbiano tentato di rappresentarla come una danza capace di combinare ritmi afro-caraibici, non serve infatti essere grandi ballerini per poterla praticare.

Personalmente non mi sono mai sentita portata per la danza e non ho mai avuto un gran senso del ritmo.

Ricordo però di essermi trovata una sera con il planning del Mioclub di Cassano tra le mani per scegliere un corso da seguire.

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Scorrendo la pagina i miei occhi si sono soffermati sull’ultima riga, dove sono indicati gli orari del corso di Zumba per la stagione 2016/2017.

Inizialmente ero un po’ scettica. La mia mente tornava a qualche mese prima, quando in una calda serata di Luglio avevo partecipato alla festa di fine stagione organizzata da Mioclub.

In quell’occasione, tra un drink e un ballo sulle note di DJ Panico, i trainer della palestra avevano presentato i corsi della stagione successiva.

Ricordo perfettamente il momento in cui avevano fatto il loro ingresso sotto i riflettori gli istruttori di zumba: un trionfo di corpi scultorei, movenze sinuose, esplosione di energia.

Ero rimasta molto affascinata ma allo stesso tempo stupita dal gran numero di persone che cercavano di star dietro ai loro movimenti.

Alcuni dovevano essere esperti, altri un po’ meno, altri ancora probabilmente non avevano seguito nemmeno una lezione.

La zumba però coinvolgeva tutti indistintamente: abili e meno abili, giovani e meno giovani. Così, se in quella occasione mi ero tenuta un po’ in disparte, ora sentivo crescere dentro di me il desiderio di buttarmi.

Alle 19.30 mi sono presentata in sala corsi, dove sono stata travolta dall’energia, dalla vitalità, dai suoni, dai colori della zumba.

Esatto, avete capito bene: la zumba non è solo musica latino-americana contaminata da note di cumbia, merengue, salsa, mambo, …ma anche abbigliamento allegro e sgargiante, fatto di pantaloni e magliette dalle tinte brillanti, colori vivaci, tonalità fluorescenti. Di fronte a tutto questo non potevo non vedere l’ora di cominciare. Ed ecco che si parte: la musica pervade la stanza, l’istruttrice comincia ad indicare i passi, io dietro ad imitarla.

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Alterno i ritmi a seconda della musica, ora vado più lenta, ora più veloce, avverto i miei mutamenti cardiaci.

Eppure mi diverto: mi diverto a tal punto che non sento la fatica, non avverto l’affanno, non percepisco la muscolatura in tensione.

Solo ora riesco a capire perché la zumba non può ridursi ad una moda passeggera ma è giustamente considerata un successo planetario: si pensi che attira più di 12 milioni di persone!.

Proprio per questo, benché nata come fenomeno spontaneo, oggi ha assunto diverse articolazioni: anche Mioclub quest’anno offre diverse possibilità: potrete scegliere di praticare zumba fitness a Cassano o di dilettarvi in zumba style a TradateVolete provarli entrambi?

Rivolgetevi alla reception di uno dei centri MioClub per avere tutte le informazioni!

 

Redazione MioClub

Giorgia Grossule

20 Aprile 2017 Paolo