Perseveranza, tenacia, costanza. Energia, esplosione, prontezza. Intensità, flessibilità, concentrazione.

Cosa sono? Solo alcune delle caratteristiche e degli effetti benefici del Fitness Funzionale, disciplina nata negli anni ’70 negli USA ma diffusasi nel nostro paese soltanto a partire dagli anni ’90.

A lungo considerato uno sport per pochi, è stato infatti ampiamente rivalutato negli ultimi decenni, quando un numero sempre crescente di iscritti ha cominciato a frequentare i cosiddetti ‘box’ (capannoni in cui l’attività viene praticata) per i motivi più disparati, dalla volontà di perdere peso al desiderio di incrementare la propria massa muscolare e acquistare tonicità.

D’altra parte il Fitness Funzionale non richiede particolari requisiti: si adatta a qualsiasi tipo di esigenza e si addice a qualsiasi età.

A fare la differenza tra le diverse tipologie di scopi ed intenti sarà quindi il connubio disciplina-alimentazione: una buona prestazione sportiva associata ad una dieta ipocalorica bilanciata in nutrienti sarà in grado di soddisfare le signore desiderose di ritrovare la propria forma fisica, combinata ad un piano normocalorico, se non addirittura ipercalorico, risponderà alle esigenze di tutti quegli sportivi interessati a toccare con mano i risultati concreti delle proprie fatiche settimanali.

Ferma restando la necessità di rivolgersi ad uno specialista per la prescrizione di un piano nutrizionale personalizzato che tenga conto dei propri gusti, delle proprie eventuali patologie e in generale delle proprie necessità, regola base resta quella di suddividere la giornata in tre pasti principali e due spuntini, in modo tale da non rischiare bruschi cali di energia ed arrivare al pasto successivo troppo affamati.

kettle

Sarebbe bene, inoltre, combinare sempre i principali macronutrienti, in modo tale da fornire all’organismo tutto ciò di cui necessita: demonizzare grassi e carboidrati ritenendoli responsabili del nostro aumento ponderale o della nostra scarsa prestanza fisica dopo ore ed ore di allenamento indurrebbe ad escludere dalla dieta quotidiana una grossa fetta di alimenti in realtà indispensabili.

Sbagliato dunque rinunciare al cucchiaio d’olio per condire le pietanze o ad un buon piatto di spaghetti al pomodoro da gustare in compagnia: se il primo può vantare di ottime proprietà antiossidanti, il secondo non solo favorisce il buon umore ma fornisce anche ai nostri muscoli il carburante necessario per affrontare gli sforzi più impegnativi.

Sbagliato anche esagerare con le proteine, essendo ormai nota a tutti la transitorietà dei risultati delle diete iperproteiche e del rischio di eccessivo affaticamento renale che ne consegue.

La soluzione migliore resta dunque quella di affidarsi al brocardo latino ‘in media stat virtus’, calibrando carboidrati, proteine, grassi, favorendo le giuste associazioni e gestendo adeguatamente le quantità in relazione ai propri fabbisogni energetici e ai propri obiettivi.

fit-food

La colazione dovrà quindi comprendere una fonte proteica come latte o yogurt, una porzione di grassi come una piccola manciata di frutta secca e una dose di carboidrati complessi come biscotti, cereali, fette biscottate o, ancor meglio, pane.

Il pranzo e la cena dovranno invece essere composti da una portata glucidica (pasta, riso, pane, meglio se integrali), un secondo proteico (preferibilmente carni bianche, pesci e formaggi magri o, più sporadicamente, uova) e da una generosa porzione di verdure cotte e/o crude condite con un filo di olio extravergine di oliva.

Gli spuntini potranno essere a base di frutta fresca o secca, yogurt magro o yogurt greco 0% grassi, panini integrali dolci o salati e talvolta persino qualche quadretto di cioccolato.

abs

Nulla deve considerarsi completamente bandito: se da una parte è certamente auspicabile rinunciare a quegli alimenti ricchi in calorie ma poveri di nutrienti (vedi le bibite gasate o le bevande alcoliche), dall’altra sarebbe sbagliato colpevolizzare la pizza del sabato sera dei nostri insuccessi in termini di prestazioni.

Il segreto sta anche nella capacità di variare il più possibile all’interno di una stessa categoria di macronutrienti, privilegiando comunque la scelta più sana. Vietata dunque la tristezza dell’insalatina scondita, ma anche la monotonia del piatto di riso e del petto di pollo che tanti culturisti interpretano come un mantra.

training

Indipendentemente dai motivi che ci spingono ad intraprendere una disciplina impegnativa come il Fitness Funzionale, non dobbiamo perciò limitarci ad imparare a destreggiarci con pesi, manubri o esercizi a corpo libero, ma dobbiamo soprattutto riscoprire i sapori, i colori e le giuste associazioni della nostra meravigliosa dieta mediterranea, dal novembre 2010 patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Dott. Giuliano Ubezio dietista
Studio in Milano e Tradate
CELL:339-6952883

2 Novembre 2016 admin